Day 11: the calm after the storm

Day 11, 27/07/2018, Trygghamna (78°15’N/13°47’E) – Sarstengen (78°43’N/13°47’E)

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Tempesta in cielo ma abbiamo dovuto muoverci: siamo passati attraverso l’agitato mare aperto per arrivare a un posto più calmo. È stato un lungo e pieno di onde viaggio ma ce l’abbiamo fatta, siamo arrivati a Sarstengen dove c’è una grande penisola piatta, casa di un gruppo di trichechi. Aspettiamo fino al giorno dopo per andare sulla terraferma con il canotto e cercarli. L’acqua qui è molto blu e le onde sono più calme che nel mare aperto. Mi piace molto questo posto, è diverso da tutti gli altri che abbiamo visto finora!

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Stormy weather but we had to move: pass through the rough, open sea to get to a quieter place. It was a long and wavy way to go but we did it, we arrived in Sarstengen where there is a big, flat peninsula coming out from the land. Walruses live there. We are waiting until the next day to go on land with the dinghie and look for them. The water here is very blue and the waves are calmer than in the open sea. I really like this place, it is different from all the ones we’ve seen until now!

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Day 10: stuck in a fjord

Day 10, 26/07/2018, Trygghamna (78°15’N/13°47’E)

Oggi siamo bloccati dalla tempesta sempre nel fiordo Trygghamna. Abbiamo deciso di passare il tempo giocando e imparando a fare video.

Parlando di questo, è ora di rendervi partecipi del nostro progetto per lo Student’s Climate Report: sarà un video diviso in cinque parti, una ciascuno. Jasmin vedrà le Svalbard sotto un aspetto un po’ meno scientifico, ci racconterà di quel che riguarda la storia, le città e le persone che vivono alle Spitzbergen; Janine ci descriverà i magnifici e imponenti ghiacciai che si trovano qui; Antoine avrà il tema principale, quello del permafrost; Joëlle ci spiegherà come i cambiamenti climatici influenzano il tempo meteorologico e ci parlerà degli esperimenti scientifici che stiamo facendo durante il viaggio; infine io approfondirò il tema degli animali e come reagiscono ai cambiamenti climatici. Il video durerà circa 20 minuti e non vediamo l’ora di mettere assieme le nostre parti! Monteremo il video durante il viaggio di ritorno verso Longyearbyen, durante l’ultima settimana. Sono sicura che vi piacerà molto 😉

Oggi siamo bloccati dalla tempesta sempre nel fiordo Trygghamna. Abbiamo deciso di passare il tempo giocando e imparando a fare video.

Today we are again stranded because of a storm, still in Trygghamna. We decided to pass the time playing games and learning how to make videos.

Speaking of that, it is time for you to know that we’ll make a five parts video for the Student’s Climate Report. Everyone will have his/her subject: Jasmin will see the Svalbard under a less scientific aspect, she will tell us about the history, the cities and the people living in the Spitzbergen; Janine will tell us more about glaciers; Antoine will talk about permafrost, the main theme; Joëlle will explain us how the weather is influenced by the climate change and about the scientific experiments we are doing; I will go deeper in the topic of animals and how they react to climate change. The video will last about 20 minutes, and we are really looking forward to starting putting it all together!We will edit it on our way back to Longyearbyen, during our last week. I am sure you will love  it 😉

Today we are again stranded because of a storm, still in Trygghamna. We decided to pass the time playing games and learning how to make videos.

Day 9: Alkhornet, la montagna degli uccelli

Day 9, 25/07/2018, Alkhornet (78°12’N/13°45’E)

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Alkhornet, montagna-rifugio per molti uccelli.

Oggi abbiamo deciso di restare al sicuro nel fiordo invece di continuare col viaggio verso nord poiché una forte tempesta si sta avvicinando verso la Prins Karls Forland, che è l’isola dove sarebbe la nostra prossima tappa.

Il tempo nel fiordo non era così male, così abbiamo preso il canotto e siamo arrivati sulla terraferma dove abbiamo camminato fino ai piedi dell’Alkhornet. Questa montagna è un posto sicuro per gli uccelli ed è molto verde perché con gli escrementi degli uccelli, l’erba e il muschio possono crescere senza problemi. Anche molte renne e volpi artiche vivono in questo posto meraviglioso dato che trovano abbastanza cibo per sostentarsi, rispettivamente molta erba e molti pulcini. Durante l’escursione ha piovuto tutto il tempo e quando siamo arrivati sulla barca eravamo fradici. Naturalmente, niente doccia calda per toglierci il freddo di dosso, dobbiamo risparmiare acqua. Mi sento già sporca, l’ultima doccia che ho fatto è stata martedì e non so quando potrò farne un’altra… per fortuna sono abbastanza lontana da tutti voi così non sentite il mio odore!

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Today we decided to remain safely in the fjord instead of traveling. A heavy storm was forecast North, very close to the Prins Karls Forland, which is where we should stop next.

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The weather in the fjord wasn’t that bad so we took the dinghie out and walked to the Alkhornet. This mountain is a safe place for the birds. The birds excrements are acting as a fertiliser making the place really luscious and green.  It a favourite spots for reindeers and arctic foxes because of the proximity of food: grass and hatchlings, respectively. It rained all the time we were there, and so we got back on board completely wet. No shower were allowed, since water has to be spared. I feel pretty dirty; I have not showered since last Tuesday and I don’t know when I will be able to shower next… Luckily I am far away from you and you can’t notice I stink!

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Day 6/7/8

Day 6-7-8, 22-23-24/07/2018, Pyramiden (78°39’N/16°20’E) – Longyearbyen (78°12’N/15°45’E) – Trygghamna (78°15’N/13°47’E)

Dopo la nostra visita a Pyramiden siamo partiti per cercare alcuni campioni di acqua fluviale che dobbiamo prendere per uno studio dell’università delle Svalbard. Avremmo dovuto andare in quattro punti diversi tra i fiordi Billefjorden e Sassenfjorden ma per finire una tempesta stava arrivando e Charles ha deciso di portarci sani e salvi a Longyearbyen dopo un solo campione. Siamo arrivati al porto e abbiamo aspettato che i due giornalisti della SRF atterrassero all’aeroporto. Il giorno dopo l’abbiamo passato gironzolando per Longyearbyen e facendo interviste a delle persone per scoprire come sentono i cambiamenti climatici sulla loro pelle vivendo nella città più al nord del mondo. Dopo cena, Sabine (la figlia del capitano Charles e Doris) e io siamo andate a skateare sulle strade del porto per passare il tempo. È stato molto bello, ci siamo divertite un sacco!

Martedì pomeriggio avremmo dovuto partire verso il vero nord ma il tempo non era ottimale quindi abbiamo aspettato fino alle 22 per dirigerci verso Trygghamna, la nostra prima tappa. L’ancora è stata messa alle 4 di mattina e abbiamo dormito fino a tardi.

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Longyearbyen – Photo by Daniel Krähenbühl

After our stay in Pyramiden, we sailed away to find some river water samples that we have to take for a study at the university of Svalbard. We would have had to go to four different points through Billefjorden and Sassenfjorden fjords but in the end a storm was arriving and Charles decided to keep us safe and take us to Longyearbyen after getting just one sample. We arrived in the city and waited for the SRF crew to land at the airport. The next day, we spent some time walking around Longyearbyen and interviewing people to discover how they perceive climate change here. After dinner, Sabine ( Charles, the captain, and Doris’ daughter) and I, went skating around the harbour to pass some time. It was pretty cool, we had a good time.

On Tuesday afternoon we should have started our trip towards the North but since the weather conditions weren’t ideal, we waited. At 10 p.m. we finally started our trip towards Trygghamna, our first next stop. We anchored at 4 a.m. and went to sleep until late.

Day 5, Pyramiden

Day 5, 21/07/2018, Pyramiden (78°39’N/16°20’E)

Oggi siamo arrivati a Pyramiden, una città fantasma russa dove lavoravano dei minatori. La città è chiamata così poiché la montagna principale che si erige sulla città è a forma di piramide. Al suo interno c’è molto carbone e una curiosità è che è la miniera più elevata al mondo visto che si trova all’interno di una montagna e non sotto terra come al solito. I minatori hanno abbandonato la città nel 1998 e sono rimasti solo gli edifici vuoti. Alcuni anni fa Piotr, un russo, ha deciso di trasferirsi qui e si è autoproclamato presidente della città fantasma. Tutto da solo. Arrivati a Pyramiden, oggi, è stato proprio lui ad accoglierci al porto e a portarci fino all’unico hotel esistente (che, grazie al turismo, ha del lavoro). Pyramiden è composta di molti palazzi dove vivevano lavoratori e famiglie, una scuola elementare, una mensa comune dove tutti mangiavano giornalmente, un centro culturale con un teatro e addirittura una piscina. Ci vivevano circa 1000 persone e ora sono 2 o 3 in inverno e forse 5 in estate, più le guide turistiche. Sono rimasta affascinata da questo posto, ha un’atmosfera speciale, quasi inquietante, ma visto che non fa mai buio durante l’estate,  non metteva paura. Fosse stato inverno sarebbe stata un’altra storia.

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La natura si riprende ciò che è suo: qui a Pyramiden, c’è un palazzo in particolare posseduto dagli uccelli. In ogni finestra ci sono 3 nidi con tanti piccoli appena nati. Alla base di questo edificio, alcune volpi artiche ispezionano il terreno alla ricerca di uccellini caduti dal nido. Questo posto è della natura, non degli umani, così com’era 100 anni fa quando i russi non avevano ancora trovato il carbone.

Il ghiacciaio di Nordenskiöldbreen, che si trova sulla costa opposta a Pyramiden, é una grande prova dello scioglimento dei ghiacci. Nel centro culturale di Pyramiden, abbiamo potuto vedere dei disegni del ghiacciaio nel 1978; la diminuzione della massa di ghiaccio é davvero impressionante: l’isola, al centro del ghiacciaio, una volta era tutta bianca, coperta da ghiaccio e neve. Ora il ghiaccio se n’é andato, completamente. Il ghiacciaio si é ristretto molto e il ghiaccio che una volta copriva le montagne non é più presente.

“Questo posto è della natura, non degli umani, così com’era 100 anni fa quando i russi non avevano ancora trovato il carbone.”

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TEAMM

Today we arrived to Pyramiden, a Russian former coal mining ghost town. A big mountain here, shaped like a pyramid, still contains lots of coal. A cool fact about this mine is that it is the highest coal mine in the world because it is found inside a mountain instead of underground. Miners left in 1998, and nothing other than the abandoned buildings were left behind. Some years ago, a Russian man named Piotr decided to move here and to become Pyramiden’s president, all alone. Today, he welcomed us picking us up at the harbour and taking us to the only existing hotel that remained open thanks to tourism generated business. The town counted several lodgings originally built for the miners and their families, a primary school, a common cafeteria for everyone to eat daily, a culture centre, harbouring a theatre, and even a swimming pool. There used to live around 1000 people; now only 2 or 3 still live here in the winter, and 5 in summer, plus the tourist guides. I was very fascinated by this place, there was a special atmosphere, almost creepy but, since night never falls during the summer months, it wasn’t scary. I am afraid I would have felt differently in the kids of winter….

Nature takes back what is hers: here in Pyramiden, there’s a particular building completely taken over by birds. In each and every single window i could see 3 nests and a great number of hatchlings. Artic foxes are hanging around in the hope to find any fallen hatchlings for lunch. This place has obviously been reclaimed by nature, and now it has gone back 100 years, like before the Russians moved here after discovering coal.

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“Nature takes back what is hers: here in Pyramiden, there’s a particular building completely taken over by birds.”

Day 3 and 4 : natura amica/nemica

Day 3, 19/07/2018, Ymerbukta (78°16’N/13°59’E) – Skansbukta (78°31’N/16°05’E)

 

Stamattina siamo partiti di fretta dal ghiacciaio Esmarkbreen per dirigerci verso Pyramiden, dove avremmo dovuto passare la notte. Sfortuna vuole che le previsioni del tempo non fossero corrette (per niente) e invece di mare calmo e poco vento, abbiamo avuto onde alte e vento forte (fino a 8Bft su una scala di 12). Per lo sforzo di sopravvivere a questa tempesta senza stare male ci siamo tutti addormentati cullati, o scaraventati di qua e di là dal letto, per tutta la durata del viaggio. Invece di tirare dritto fino a Pyramiden, ci siamo fermati al fiordo precedente, chiamato Skansbukta, dove Charles era sicuro che avremmo trovato un posto sicuro per passare la notte, e così è stato. Siamo andati a dormire, forzandoci, verso la 1:30 di mattina visto che non diventa mai scuro. Abbiamo dormito come bambini.

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This morning we left the Esmarkbreen Glatscher in a rush heading to Pyramiden, where we were going to stay overnight. Bad luck: the weather forecast was wrong (really wrong) and instead of a calm sea with no wind, we encountered big waves and strong winds (up to 8Bft on a scale of 12). Managing to stand in such a stormy weather was exhausting, therefore we all slept during the entire trip. Instead of going straight to Pyramiden, we stopped to a closer fjord, called Skansbukta, where Charles felt sure we’d find a safe place to stay overnight. And he was right. We went to sleep at 1:30 a.m. forcing ourselves due to the 24 hours day light that makes it difficult to feel sleepy, on top of the fact that we spent a day sleeping, therefore we were not tired. Eventually we managed to sleep like logs.

Day 4, 20/07/2018, Skansbukta (78°31’N/16°05’E) – Nordenskiöldbreen (78°38’N/16°54’E)

Il Nordenskiöldbreen è un ghiacciaio che si trova di fronte alla città russa di Pyramiden. Ci siamo recati alle relative coordinate per pranzare con una vista mozzafiato su questo magnifico ghiacciaio.

Quando la barca si è fermata eravamo, chiaramente, nel mare e non nel ghiaccio ma se fossimo stati nello stesso punto oggi tre anni fa, saremmo stati dentro al ghiacciaio. Il Nordenskiöldbreen si è ritirato di 1 km tra il 1990 e il 2002 e sta continuando a ritirarsi. Questo processo succede esattamente allo stesso modo anche in Svizzera, anche se nell’Artico è più freddo e più a Sud meno. I ghiacciai che si ritirano possono creare gravi danni nel nostro paese come per esempio agli edifici ma anche a intere vallate. Per quanto riguarda il ritiro dei ghiacciai nell’Artico, apparentemente dell’acqua che cade nel mare non ha un grande impatto ma indirettamente, sulle isole che stanno affogando in mezzo ai tropici, sì.Gli umani non sono responsabili per la potenza dell’Artico. Vedere questi immensi ghiacciai, la grandezza delle onde e il sentimento di forza dell’acqua – semplicemente rimaniamo in silenzio e realizziamo quanto piccoli siamo. Ironicamente, abbiamo la capacità di cambiare l’acidità degli oceani, di scaldare l’atmosfera e di sciogliere i ghiacciai. Un gioco di forza tra gli umani e la natura. È ora di approfondire la nostra relazione con la natura. È ora di trovare pace in mezzo a questa tempesta che sono i cambiamenti climatici. Qual è la tua relazione e la tua esperienza con la natura?

Non sapresti dire? Ovunque tu sia, vai a fare una lunga passeggiata nel bosco, in montagna o fai un tuffo in acqua, cosa senti? La natura è tua amica o tua nemica?” -Joëlle Perreten

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The Nordenskiöldbreen is a glacier in front of the russian city Pyramiden. We went there for a lunch with a view. A great view.

When the boat came to a stop, we obviously were in the sea, however, had it been 3 years ago, that same spot would have been into the glacier.The Nordenskiöldbreen glacier melted and  shrank 1 km between  1990 and 2002 and it still is.  The same that happens Switzerland, happens even in this colder environment. Melting glaciers in Switzerland can damage buildings or entire valleys. Instead, in the Arctic, melting glaciers provoke a steep rise of the level of the sea; this does not directly impact the rest of the world, however it slowly but surely will make several islands disappear under water.

Humans are not in charge of the power of the Arctic. Seeing the immense glaciers, the size of the waves and feeling the power of the water – we just turn silent and realize how small we really are. Ironically, we are able to change the acidity of the ocean, to heat up the atmosphere, to melt glaciers. A power game between humans and nature. It’s time to deepen our relationship with this planet. To find peace within the storm of climate change and environmental challenges. What is your relation and experience with nature?

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You don’t know? Wherever you are, just take a long walk in the forest, in the mountain or jump into the water, what do you feel? Is nature your friend or your enemy?” -Joëlle Perreten

Day 2

ENGLISH BELOW 🙂

18/07/2018, Ymerbukta (78°16’N/13°59’E)

Stamattina [ieri mattina, per motivi tecnici il post é pubblicato con un giorno di ritardo] ci siamo svegliati alle 6 per andare al ghiacciaio di Esmarkbreen, dove siamo arrivati ieri sera dopo un viaggio da Longyearbyen, durato 4 ore e 50 minuti, ma non ho potuto andare con il team perché no mi sentivo bene. Ho quindi dormito tutto il tempo mentre gli altri erano al ghiacciaio a fare foto. Quando mi sono svegliata sono uscita sulla prua della barca con il mio binocolo per vedere dove fosse  il resto del team che era partito con un gommone, così facendo ho potuto vedere il ghiaccio in tutto il suo splendore, apparire dal mare.

Dopo averli aiutati a risalire sulla barca abbiamo pranzato e dopo pranzo Charles mi ha portata a fare un giro in gommone vicino al ghiacciaio di Esmarkbreen. Non c’é bisogno di dire quanto fossi  entusiasta di fare questo giro con lui! Ci siamo sempre più avvicinati al ghiacciaio, allontanandoci dalla barca, nella quale il resto del team dormiva. Facendo attenzione ai piccoli iceberg ci siamo quindi avvicinati a 300 m dal ghiacciaio, dove abbiamo dovuto fermarci per ragioni di sicurezza, in caso ci fossero delle cadute di ghiaccio dal ghiacciaio. Dopo aver scattato qualche foto di me in fronte al ghiacciaio Charles mi ha riaccompaganta alla barca.

Ho finalmente realizzato di essere nell’artico e mentre Charles guidava il gommone verso il ghiacciaio mi sono sentita davvero bene! Era davvero stupendo, non c’era nessun altro, solo noi, due persone in mezzo al niente. Era troppo bello persino per fare delle foto, ma ogni dettaglio é entrato direttamente nel mio cuore.

Eccovi delle foto del resto della crew (Antoine Carron, Janine Wetter, Joëlle Perreten and Jasmin Huser), scattate la mattina. Ne ho aggiunte due di me scattate da Charles.

Spero di potervi presto comunicare cosa faremo domani. Seguite quindi questo blog per rimanere aggiornati. Un grande abbraccio, Tessa.

Era troppo bello persino per fare delle foto, ma ogni dettaglio é entrato direttamente nel mio cuore.

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This morning [yesterday morning, for technical reasons the post was only published today], at 6 o’clock, we woke up to go to the Esmarkbreen Glatscher, where we arrived yesterday evening after a trip of 4.5h from Longyearbyen, but I couldn’t join the team because I did not feel well. I slept the whole time while they were on this beautiful Glatscher taking pictures and all. When I woke up, I took my binoculars  outside on the bow to check the whereabouts of  the others  who left with the dinghy,  and I experienced the majesty of the ice, appearing on the sea.

I helped them get back on the boat, we had lunch and then Charles took me on a dinghy tour near the Esmarkbreen Glascher. Just the two of us. Useless to say, I was thrilled to go! So, we went nearer and nearer the Glatscher and further and further from the boat while everyone else was sleeping. We had to be careful about the tiny icebergs and stopped 300m away from this huge Glatscher, the maximum safety distance, in case of waves produced by the fall of the Glatscher ice. He took some pictures of me in front of it and then we came back.

I realized I am in the Arctic! I felt so well (while Charles drove the dinghy/heading towards the Glatscher). It was stunning. There was no one else. Two people in the middle of nowhere. Too beautiful to take pictures, everything went straight  into my heart.

Here are some pictures the rest of the crew (Antoine Carron, Janine Wetter, Joëlle Perreten and Jasmin Huser) took in the morning.I added two by Charles of me.

I hope to be able to tell you what we’ll do tomorrow. Follow the blog to keep updated! A big hug, Tessa

It was stunning. There was no one else. Two people in the middle of nowhere. Too beautiful to take pictures, everything went straight  into my heart.

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